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Gatti delle Foreste Norvegesi -Norwegian Forest Cats

IL NORVEGESE: STORIA E LEGGENDA

norvegeseTroverete la Storia e le leggende che ruotano attorno ai Gatti delle Foreste Norvegesi in tutti i siti di allevamenti e gruppi e portali legati a questi felini. Troverete in ogni versione qualche particolare in più. Riporto quindi brevemente la loro storia e alcune delle leggende sui Gatti con gli Stivali o delle 7 Leghe o del Carro di Freya o….

Sarà di certo divertente, per esempio, potervi narrare, di volta in volta, come in una specie di diario, le loro avventure intorno a me, quelle che io vivo insieme a loro, quelle che mi fanno ridere con gioia, quelle avventure che rendono unico il mio allevamento, come ugualmente sono unici gli altri allevamenti e le vostre case.. quando a farvi compagnia avete o avrete un amico che arriva dalla Norvegia!

Troverete prossimamente le avventure degli Eroi dell’Allevamento della Corona Boreale. Ci sarà un link : Gatti delle Foreste Norvegesi? Storie e giochi.

Ricordate che come ogni essere vivente, ogni Gatto delle Foreste ha un suo particolare carattere e che con ognuno di loro il vostro rapporto sarà unico e speciale!

Eccovi, in ogni caso, un assaggio di ciò che viene raccontato a proposito dei nostri splendidi Gatti delle Foreste Norvegesi. Con la promessa di aggiornare e aggiungere storie, aneddoti, leggende e/o informazioni su cure, carattere, standard, colori (ad es. inserirò l’utile tabella EMS con i codici dei colori), insomma il lavoro non è certo finito qui…..

LA LEGGENDA

LestatNarra un’antica leggenda Vichinga che tanto, tanto tempo fa, in un lontano paese del Nord, viveva una bellissima dea un po' ribelle, un po' sbarazzina. Freya trascorreva il suo tempo in compagnia di alcuni gatti di colore bianco, dall’aspetto maestoso e con il mantello fitto, lungo e soffice al tatto, che la deliziavano nelle sue tristi giornate facendole tante tante fusa.
Freya era la dea della fertilità e dell’amore; si divertiva molto ad andare in giro sopra ad un carro trainato da una muta di questi fantastici e maestosi gatti simili nell’aspetto ai moderni norvegesi della Foresta.

Un'altra leggenda racconta che Thor, il possente dio della folgore, si rivelò incapace di sollevare da terra un gatto di questa razza, talmente era pesante.
Le origini di questi magnifici felini si perdono dunque nella notte dei tempi, evocando il leggendario popolo dei Vichinghi e di Erik il Rosso e del suo viaggio con questi straordinari Gatti e con i suoi uomini verso la Groenlandia fino alle coste del Maine... I Vichinghi e i loro mici giunsero nelle terre del nuovo continente ben 400 anni prima di Colombo. Ma il posto si rivelò pericoloso per gli esploratori nordici che non vi rimasero a lungo... alcuni dei loro gatti invece non tornarono mai indietro. Mentre l'Europa viveva i secoli del medioevo, i Gatti Norvegesi, lontano dagli uomini, iniziavano ad evolversi e... a cambiare. E, si racconta, fu proprio tra le foreste innevate del Maine che i gatti Norvegesi fecero l'incontro destinato a cambiare il loro destino. Incontrarono un animale Fiero e Selvaggio: La Lince...

Le grandi foreste della penisola scandinava, dove per sei mesi l’anno la temperatura scende a 20 gradi sotto lo zero, sono state lo scenario in cui si è formato lo “Skogkatt” che nella lingua d’origine significa “gatto dei boschi”.

La razza è originaria della Norvegia, dove si è sviluppata con le attuali caratteristiche proprio per affrontare il grande freddo di quelle terre.

ElizaIn una delle tradizioni raccontate si dice che i cuccioli spesso venivano regalati alle coppie di sposini come dotazione essenziale per la nuova casa, e considerando appunto che i gatti erano sacri alla dea dell'amore, il cui carro, come si è detto, era trascinato da gatti, si trattava di un dono estremamente appropriato. D'altra parte, può sembrare assurda l'idea di un carro trascinato da gatti, a meno che non si realizzi che il gatto dei Vichinghi non doveva essere il Felis domesticus standard, ma appunto lo Skogkatt, il gatto dei boschi o Gatto delle Foreste Norvegesi, di grande taglia e possente ossatura. La prima notizia storica sul “gatto Norvegese delle Foreste” è datata 1599, quando un sacerdote naturalista norvegese di nome Clauson Friis, descrisse e classificò un felino del tutto simile ad una lince per i ciuffi di pelo sulle orecchie e per l’abbondante pelliccia, amante dell’acqua e cacciatore provetto di pesci.
Poi silenzio sino al 1835, quando due scrittori Norvegesi Asbjörnsen e Moe creano un protagonista felino dalla coda lunga e folta per le loro favole popolari.

Nel 1912 Gabriel Scott scrisse un libro per bambini il cui protagonista è un gatto Norvegese delle Foreste di nome Silverfacks.
Verso gli anni 30 alcuni allevatori Scandinavi s’interessarono attivamente a questo felino autoctono. Iniziarono così un allevamento con l’obiettivo di salvaguardare l’originalità della specie, selezionando i soggetti per la loro morfologia e la folta pelliccia, cercando di preservarlo da accoppiamenti con gatti a pelo corto.
Come molte altre razze anche il Norvegese conobbe un momento di declino durante la Seconda Guerra mondiale per poi ripartire di nuovo negli anni cinquanta.

Tuttavia solo verso gli anni ‘70, con l’incombente pericolo d’estinzione (tra le cause, l’estensione delle città e la diffusione di gatti a pelo coro), furono messi a punto dei programmi di allevamento.
I primi rappresentanti di quest’affascinante razza comparvero in esposizione nel 1969.
Dovremo però aspettare il 1973, quando H. Nordane ed E. Runas della Federazione Felina Norvegese iniziarono il primo serio programma di selezione ed allevamento.

Nel 1974 viene registrata al libro origine norvegese la prima coppia di nome Pippa e Truls che dà vita ai primi cuccioli.
Nel 1975 venne fondato il Norsk Skogkattring Club che decretò a questa meravigliosa razza un successo inaspettato.
Due anni più tardi, nel 1977, il riconoscimento ufficiale da parte della Federazione Internazionale (F.I.Fe), gli assicurò la consacrazione nel mondo felino.
Nel 1984 allevatori americani aderenti alla T.I.C.A. (The International Cat Association) stabilirono lo standard della razza.
Nel 1987 anche il C.F.A. (Cat Fancier’s Association) registrò il suo primo Norvegese e sei anni più tardi la razza venne riconosciuta ufficialmente e lo standard definito.Il Norvegese è un gatto grande , possente e altero, dalla forte ossatura e muscolatura molto sviluppata.

Attrezzato per sopravvivere in un ambiente impervio e spesso ostile, ha una pelliccia molto folta, con pelo impermeabile ben adatto ad isolarlo dall’umidità ( è un pelo idrorepellente e capace di asciugare in soli 15 minuti), gambe posteriori più lunghe, il che gli permette di tenere il ventre più lontano dai ghiacci..

Le zampe sono palmate con ciuffi di pelo tra le dita., il che oltre a proteggerlo dal freddo gli permettono di non sprofondare nella neve.

Il muso è triangolare e deve disegnare un bel triangolo tra la punta del naso e quella delle orecchie.

Le orecchie sono ben sviluppate, appuntite e con pennacchi alla sommità (lynx) e anche all’interno.

Il naso è diritto, privo di stop, cosa che gli permette di respirare aria resa meno fredda e recepire meglio e più velocemente gli odori , in un ambiente dove certo non abbondano in natura.

Ha pelo semilungo, più allungato in un abbondante collare e ai calzoncini posteriori, una bellissima coda folta. La sua struttura anatomica gli permette una andatura particolare, molto elegante, quasi toccasse appena il terreno, quasi camminasse in punta di piedi…..il che accentua il suo look rendendolo ancora più incredibilmente affascinante ed enigmatico!

Gli occhi sono leggermente allungati quando diventa adulto, ancora un po’ tondeggianti quando è cucciolo.
Il suo splendido mantello può avere tutti i colori offerti dalla natura, solidi o diluiti, tigrati e non: dal brown al nero dal rosso al crema, dal bianco al blue e al silver argentato. E se i colori diluiti come il blu o il bianco gli conferiscono un aspetto più sofisticato, il brown tabby tigrato o blotched, così come il Silver sono spesso i più apprezzati …..questi infatti richiamano maggiormente l’idea di un gatto dei boschi e inoltre sono arricchiti da un maquillage scuro o crema intorno agli occhi assolutamente seducente!!!

CARATTERE

andersSi potrebbe scrivere all’infinito sul carattere del gatto norvegese: lui infatti riassume tutte le sfumature auspicabili nel nostro amico felino: dalla dolcezza all’indipendenza, dalle coccole alla “caccia” e al gioco: che poi sia una mosca …o una pallina o una foglia o, in mancanza d’altro anche solo del pulviscolo …lui è sempre pronto a lanciarsi e a condividere il suo gioco col suo amatissimo amico uomo. Ha un enorme bisogno di contatto e non perde occasione per strofinarsi contro di voi, accoccolandosi su una scrivania presso di voi, sulle vostre ginocchia, strusciandosi sulle vostre gambe e, appena possibile cercando di darvi piccole e dolcissime testate (atteggiamenti questi che hanno anche lo scopo di lasciare su di voi il suo “odore” e confermarvi in tal modo sua “proprietà” e prendere al tempo stesso informazioni da voi).

E’ attentissimo a tutto quanto accade nella sua amatissima casa accompagnando i vostri comportamenti con piccoli miagolii di approvazione o “rimprovero”. Pure essendo attrezzato a vivere all’aria aperta siete e sarete sempre voi il suo principale punto di riferimento e il centro del suo mondo. Pure essendo l’unico gatto capace di scendere (girando intorno), anche da una albero altissimo, sarà felice, anzi, super felice di scambiare questo divertimento con il suo amatissimo albero gatto o con l’ancora più amato divano di casa dove si trasforma in un adorabile e dolcissimo compagno di coccole e di deliziosi pisolini.

CURE

Il Norvegese è davvero eccezionale anche da questo punto di vista: è un gatto molto robusto e tendenzialmente di buona salute e forte e robusta costituzione. Il suo pelo forte fa si che, a parte il periodo della muta (quando è importante spazzolarlo con una certa frequenza per evitare che il pelo si infeltrisca, che si formino nodi o che lui toelettandosi ingoi troppo pelo) basterà una vigorosa spazzolata una volta alla settimana per mantenere la sua pelliccia soffice e vaporosa. Spesso questa operazione è considerata dal nostro amico come un gioco.. a voi destreggiarvi armati di spazzola, quindi, e portare a buon fine la toelettatura!
Non è necessario lavarlo perché grazie soprattutto al carattere impermeabile del suo pelo riuscirà sempre a mantenersi pulitissimo da solo.

Solo se si desidera portarlo a qualche esposizione può essere opportuno lavare (ma almeno una settimana prima) i soggetti con pelo più chiaro.

RIPRODUZIONE

In genere lo sviluppo sessuale è completato intorno ai 10 mesi, sia nel maschio che nella femmina. Lo sviluppo di crescita e maturazione complessivo delle sue peculiarità fisiche dura invece molto più a lungo ed è completo intorno ai 3 anni o più.

La gravidanza, il parto e l’allattamento non presentano, normalmente, difficoltà: la gatta norvegese è un’ottima mamma, attentissima ai suoi piccoli, partorisce con facilità estrema e senza aiuti, ha latte molto abbondante. Il maschio, come quasi tutti i maschi comunque, tende a segnare il territorio per cui, tenendolo in casa sarà necessario sterilizzarlo intorno all’anno di età se il vostro gatto non è stato preso come riproduttore. I cuccioli verranno svezzati intorno ai 30 giorni, ma molto spesso anticipano loro spontaneamente lo svezzamento cercando anche prima di mangiare il cibo offerto dalla loro seconda mamma, cioè l’allevatore o il suo nuovo amico, padrone, si fa per dire, di casa.

(Il materiale messovi a disposizione è stato assemblato prendendo spunto da ciò che viene espresso in rete, su internet dai diversi allevatori o appassionati del Gatto delle Foreste Norvegesi. E’ stato inserito in parte, il testo scritto da Annamaria Filardo, All. del Gattomatto).


Per scoprire le origini dei gatti norvegesi, accedi ai seguenti siti:

- "Norwegian Forest Cat Ancestor" »

- "NOVICES AND ANCESTORS" »

 
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